Dal Giappone al Mediterraneo, passando per Emergency, due recensioni PDF Stampa E-mail
rubriche - Bolle di sapone

Bolle di sapone, in omaggio alla dignità del popolo Giapponese che traspare dal contenuto di dolore, desidera recensire un francobollo di poesia che ci dà la possibilità di avvicinarci ad una visione del mondo differente. Per contro, Bolle di sapone non può passare sotto silenzio gli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto i giovani Nord africani e il mare di Lampedusa. Infine, spazio al nuovo mensile di Emergency.

 

Tratto dal Romanzo di Hiromi kawakami “Gli anni dolci” (甘い年.. Sensei), racconta di un incontro fortuito tra uomo e una donna che siedono ciascuno per conto proprio al bancone di un locale. Tsukiko è una donna dotata di una particolare sensibilità l’uomo anziano al suo fianco scopriremo che è il suo professore di lingua giapponese del Liceo. Tra passeggiate nei mercatini delle pulci e passeggiate in mezzo ai boschi i cerca di fungi i due scoprono di avere affinità elettive e non solo. Si potrà parlare di innamoramento a dispetto della diversità di età? Lei donna di trentasette ani e lui uomo di settanta, o si tratta della sottile linea d’ombra del destino? Solo pagina dopo pagina avvolti dalla magia delle piccole cose sapremo trovare la risposta.

“Gli anni dolci” è un “romanzo grafico” diviso in due volumi sapientemente strutturato in 17 brevi capitoli. L’efficacia della narrazione grafica è fatta di piani sequenza a campo lungo che piano, piano stringono sui personaggi. Essa rendere perfettamente la scenografia di ambienti cittadini come la poesia della pioggia dei petali di ciliegio all’apice della loro fioritura al punto tale da diventare cassa di risonanza dei cambiamenti emotivi e psicologici di entrambi i personaggi.

Jiro^ Taniguchi
tratto da un romanzo di Hiromi Kawakami
“Gli anni dolci”
Editore Rizzoli-Lazard
€ 17,00.

Per contro Bolle di sapone non può passare sotto silenzio gli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto i giovani Nord africani e il mare di Lampedusa; di questi accadimenti, qui ci sembra importante dare voce alla questione dell’accoglienza e dei molteplici complessi motivi che inducono le umane genti a lasciare il proprio paese d’origine. Lo sguardo e la voce dell’altro dice anche delle nostre contraddizioni di uomini e donne, di cittadini/ne e degli stereotipi che ci abitano a nostra insaputa. Da questo “luogo” di parola trovo interessante segnalare "Nuove lettere persiane".

1536-4_Nuove_lettere_persianeIl libro nasce dalla collaborazione tra l’ong COSPE (www.cospe.it), il settimanale “Internazionale” e l’Associazione nazionale stampa interculturale ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ). Da questa collaborazione ha preso forma il progetto di scrivere delle “nuove lettere persiane”. Quattordici per la precisione, alcune autobiografiche altre reali reportage di viaggio nella migliore tradizione che Ibn G’ubayr tracciata con il suo libro “Viaggio in Ispagna, Sicilia, Siria e Palestina, Mesopotamia,Arabia, Egitto”.

Attraverso la lettura si sperimenta la sensazione di dislocamento e sorpresa che Il rovesciamento dello sguardo su noi italiani provoca. E’ uno spaesamento non privo di ironia come nella lettera di Lubna Ammoune e quella di Ejaz Ahmadi. Se riusciamo a rimanere dentro all’incertezza fino in fondo ne usciamo arricchiti. Le puntali osservazioni che dobbiamo alla sensibilità dei narratori ci segnalano il pericolo di arroccarci su supposti privilegi ancorati ad antiche certezze che la precarietà del presente rende asfittiche ma ci aiutano ad individuare un futuro più dinamico e propositivo.

AA.VV
Nuove lettere persiane
sguardi dall’Italia che cambia
Ediesse s.r.l.
€ 10,00

mensile_emergencyInfine desidero segnalare l’uscita di: “E- Il Mensile” mensile di Emergency (www.emergency.it) in edicola dal sei aprile. A voi la scoperta de reportage di David Degner “Dentro una rivoluzione” e lo stimolante articlo “Si scrive acqua, si legge democrazia” di Claudio Jampaglia.

A me il piacere di segnalare due storie di vita e un Osservatorio. Inizio dalle storie di vita. La prima che incontro è quella di Isabella Tommassi. Ha 26 anni è laureata in filosofia. Fino dalla notte del 6 aprile 2009 viveva in via Coscina, nel centro storico dell’Aquila. Ora abita a Pescomaggiore in un comune di montagna in una casa costruiti su un progetto di bioarchitettura solidale nato sulle macerie del terremoto(Villaggio Eva) e cura le attività della Associazione Misa che per conto del Comitato rinascita di Pescomaggiore sta
attivando interventi integrati in campo ambientale.

Avanzando nella lettura è la storia di Fidaa Abuhamdya che mi viene incontro con un sogno indomabile, quello d’essere cuoca, temporaneamente sospeso per sistemare i libri della biblioteca della Casa circondariale di Padova dove si occupa della catalogazione dei libri in lingua araba, reading coi carcerati stranieri e di svolgere il lavoro di mediatrice culturale.

Fidaa Abuhamdya nasce ad Hedron, Palestina. Ha 28 anini, è laureata alla università di Padova in Scienze Alimentari. La sua solarità, la sua tenacia ci aprono le porte di un mondo che è prossimo ma che non vediamo: quello del carcere.

L’Osservatorio che mi sembra opportuno segnalare è quello di “Casa dolce casa”, Osservatorio mensile sulle donne uccise in Italia da uomini che conoscevano, di cui si fidavano o che hanno anche amato. Queste morti si chiamano femminicidi e rimandano alla relazione i potere tra i generi che resta un fattore su cui si basano le attuali società. Il monitoraggio viene effettuato dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna (www.casadelledonne.it). Questo lavoro di ricerca annuale sul femminicidio contribuisce in modo fattivo alla
costruzione dell’indagine quadro sulle donne uccise per subita violenza.

Marina Mariani

aprile 2011

 
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