Bolle di sapone

Vuole essere una rubrica di recensione di saggi, fumetti e racconti che tra il serio e faceto getta uno sguardo sulla contemporaneità, aperta ai commenti e agli stimoli di tutte e tutti.
Le letture attraverseranno i temi fondanti l’associazione concedendosi sconfinamenti nel campo dell’estetica e del costume.



La sorella di Freud PDF Stampa E-mail
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Il Romanzo La sorella di Freud è considerato un caso letterario per come si è imposto all'attenzione del pubblico dei critici e dei lettori. Viene pubblicato in Macedonia nel 2007 un estratto del romanzo appare nel 2010 in The Best European Fiction 2010. L''originalità della storia, la particolarità della intreccio e la struttura narrativa hanno fatto si che il romanzo fosse acquistato in un asta Peguin per il mercato anglosassone e americano e che, in poco tempo, venisse acquistato in altri paesi europei. In Italia viene pubblicato nell'ottobre del 2011.

Goce Smilevski è nato a Skopje nel 1975 lavora all'Istituto di Letteratura alla Ss. Cyril and Methodius University di Skopie. Attraverso la voce di una delle quattro sorelle di Freud, percorriamo gli anni precedenti le due guerre e assistiamo al nascere delle avanguardie artistiche e delle filosofie inerenti "la volontà di rappresentazione" che alcuni tra i maggiori pensatori dell'epoca. La struttura del Romanzo ruota su una semplice domanda: Come mai nella lista dei propri cari che Sigmund Feud compilò, avendo il privilegio di fuggire all'estero, non sono state incluse le anziane sorelle: Marie, Rosa, Pauline e Adolfine? La voce di Adolfine deportata al campo di Terezin, ripercorrere il disagio civile, sociale, famigliare e relazionale dell'epoca. Qui sta l'innovazione meta riflessiva elaborata dall'autore che consente al lettore, attraverso la fragilità di una giovane donna, di scoprire la banalità del male.

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Baba Jaga ha fatto l'uovo PDF Stampa E-mail
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Durbravka Ugresic è una scrittrice e saggista croata, vive fra l’Olanda e gli Stati Uniti dove insegna scrittura creativa. Con ironia e sagacia affronta la questione femminile nell’età che non ha più età quella della terza età. Età che nell’epoca post moderna rimane sospesa tra una longevità che deve tenere conto dell’usura di corpo, mente e i prodigi della chirurgia plastica. L’autrice effettua una impollinazione incrociata tra folklore, mito e esperienza biografica per farci riscoprire attraverso quali maschere la Dea madre giunge a noi per parlare la lingua dell’eterno femminino. Baba Jaga è una vecchia strega che vive in una capanna piantata su due zampe di gallina. E’ circondata da teschi umani. Baba Jaga ha una gamba d’osso, unghie lunghissime come artigli, lungo naso seni penduli e viaggia su un mortaio. A partire da questa figura mitopoietica Durbravka Ugresic costruisce un mondo al femminile che diventa una ironica riflessione sulla vecchiaia, l’amore e i modelli di femminilità proposti.

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Amore, attaccamento, e bambini dimenticati in auto PDF Stampa E-mail
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Bolle di sapone di questo mese recensisce due testi legati dal filo rosso della ricerca di una risposta etica sia attraverso i costrutti della psicologia cognitiva sia attraverso la fisiologia molecolare. Con "Attacamento e amore", di Grazia Attili, desidero riprendere il tema dell’Eros e di come viene declinato all’interno delle relazioni affettive, come gli andiamo incontro, quali sono gli stereotipi e le paure che ci portiamo dentro. Come si intrecciano in noi coraggio e disciplina nell’accompagnare la passione amorosa e come le ombre dell’incertezza ci fanno vivere il rischio che il desiderio mette in gioco. Quali sono  gli strumenti che la nostra società post moderna ci fornisce per affrontare il rischio di perdita di punti di riferimento che l’amore può dare.

Con “Bambini dimenticati”, l’inchiesta pubblicata da Internazionale del 17/23 giugno, scritta da Gene Weingarten, giornalista del Washington Post, voglio discutere dell’impatto che un incerto presente e i ritmi di produzione/lavoro possono avere sulle relazionali affettive e sulla qualità della vita, portare interrogativi sulle modalità relazionali che la società post-moderna sollecita e sulle questioni etiche che si trova ad affrontare.
Non mi sento di condividere gli approcci teorici di entrambe le autrici ma trovo stimolante la loro modalità di individuare risposte che possono aiutarci ad elaborare una etica amorosa maggiormente in sintonia con  le scelte personali.

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Stereotipi e inconscio maschile PDF Stampa E-mail
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In un'epoca orfana di riti di passaggio dalla pubertà all’età adulta quali sono gli stereotipi di genere a cui fare riferimento? Possiamo considerare gli stereotipi maschili appresi attraverso la letteratura, film, serial dei pattern sui quali modelliamo sentimenti, scelte? Oppure sono degli “occhiali” che ci possono far intravvedere realtà prossime e venture che col passare del tempo diventano tasselli misteriosi della nostra interiorità?
Contaminata dalle domande riflessive della rubrica “ Daddy’s for ever” trovo stimolante segnalare due letture che con scritture differenti ci introducono all’inconscio maschile: "Ritornano le Tigri della Malesia", romanzo dello scrittore messicano Paco Ignacio Taibo II, e “L’interiorità maschile”, di Duccio Demetrio.

 

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Nati in casa PDF Stampa E-mail
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NATI-IN-CASA-300x168NATI IN CASA, di Giuliana Musso e Massimo Somaglino. Regia di Massimo Somaglino con Giuliana Musso. Produzione La Corte Ospitale. Recensione di Francesca Contini.

Ho assistito alla replica di Nati in casa al Teatro Rondinella di Sesto San Giovanni, lo scorso 15 marzo 2011. Premetto che non sono madre e, in generale, non amo il teatro di narrazione; mi sono quindi accostata allo spettacolo con una certa dose di distacco. Giuliana Musso, invece, mi ha conquistata e mi ha fatto cambiare idea in tempo brevissimo. Con un'energia e una pulizia che possono fare invidia a molti attori che si cimentano con il teatro di narrazione, ha occupato il palco per circa 90 minuti e mi ha tenuta incollata alla poltrona senza permettermi di distrarmi dal tema della nascita che può annoverarsi, a mio parere, tra uno di quelli più spinosi da trattare.

 

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